Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci



Aria Di Famiglia

Un Air De Famille - 1h 50'



Non so quanto ciò che stiamo per dire sarà altresì riscontrabile nelle recensioni di natura varia che accompagneranno l'uscita del film, ma tant'è, lo diciamo lo stesso: questo film è la dimostrazione lampante e cocente di come il doppiaggio italiano - e in questo caso, ironia della sorte, è di altissima qualità - possa snaturare completamente un film rendendolo diversissimo dal prodotto concepito da autori regista e attori. Mi spiego : in Francia questo film è stato il Fenomeno Comico dell'anno scorso, ha battuto vari record d'incassi, e ha vinto tre Cesar (l'equivalente dei nostri David di Donatello, ma assai più difficile da ottenere), uno per la sceneggiatura e uno ciascuno agli attori comprimari maschile e femminile del film. Un grande Exploit insomma, tutti in Francia lo andavano a vedere per poi parlarne col sorriso sulla bocca,un pò come da noi con Il Ciclone di Pieraccioni. Adesso invece arriva qua da noi e si ride pochissimo, la tensione è fortissima, claustrofobia e amarezza dominanti - Il Settimo Sigillo di Bergman a confronto sembra quasi una passeggiata - insomma bisogna essere proprio vuoti e assai stronzi per trovare detto film divertente.
Com'è possibile tutto ciò ? Grazie alle splendide, rotonde, autocompiaciutissime, teatrali, sempre eleganti e mai con un capello fuori posto, voci italiane, che ammazzano le inflessioni e i tic degli interpreti originali, e soprattutto, infondono ai personaggi un'imperiosità che non hanno affatto, e che giuro rovina tutto, inesorabilmente. Così che la struttura già pesantemente teatrale dell'originale (tratto da una commedia scritta e diretta da due attori, presenti anche nel film) diventa troppo evidente e insopportabile, i personaggi appaiono tutti "caratteri" grotteschi e troppo carichi perdendo di verosimiglianza, che invece nell'originale c'era ed era importantissima.

Comunque, trattasi di interno famiglia (due fratelli come il giorno e la notte, loro sorella, madre, papà scomparso, più mogli dei primi, una invisibile dacchè in fuga) di quelle dichiaratamente (e a voce alta, potrebbero benissimo votare tutti Le Pen, sicuramente gollista) borghesi, che però proprio non si possono soffrire reciprocamente pur amandosi follemente e non potendo fare a meno l'uno dell'altro.
Medioborghesi abbienti che nella Francia attuale di memoria gollista sono niente affatto inverosimili - e invece a noi appaiono come veri alieni - i quali hanno l'abitudine di ritrovarsi ogni venerdì al cafè del fu padre dove tutti crebbero, tenuto dal fratello più romantico (sebbene non lo esterni mai) con l'ausilio di un cameriere un pò succube ma niente affatto cretino. Il rendez vous è solo per l'aperitivo (sana abitudine tutta francese) finito il quale ci si muove per recarsi al solito noiosissimo pranzo di famiglia - nessuno pare apprezzarlo molto - nel ristorante di lusso della cittadina, che però nel venerdì qui proposto nel film non riusciremo neppure a scorgere.

Non vi vogliamo affatto svelare gli eventi successivi e il contendere di questa resa dei conti di famiglia, a tratti grottesca - in francese ricordiamolo, fà molto ridere - vi vorremmo semplicemente suggerire la visione di questo film se siete in una fase della vostra vita di travaglio esistenziale indi di scandaglio dell'animo umano nelle sue mille sfaccettature, dacchè questo film rende benissimo l'idea di come siano i rapporti di potere in una famiglia come tante e quali poi siano i limiti delle capacità di ciascheduno. Tipo figlia ribelle che tutto contesta della sua famiglia ma che poi si rivela del tutto simile a mammà nei partiti presi senza rendersene proprio conto, oppure come spesso quelli che appaiono socialmente i più deboli siano in realtà molto più strutturati di chi si crede meglio, insomma questo film è una sorta di fantastico Bignami per analisti, che mostrandone qualche preciso momento ai loro previlegiati ma autocastrati pazienti potrebbero benissimo salvargli gli anni a venire dacchè vedendo finalmente si capirebbero.
Cinematograficamente ha un paio di bei momenti, nel ballo dei due sottoposti, quasi antonioniano nella sua pittorica nitidezza, e nei bellissimi flashback delle domeniche mattine di trent'anni prima con genitori e figli saltanti e coccolosi nel lettone al suono di "Come Prima", dove ritroviamo (finalmente!) il Klaplisch di Ognuno Cerca Il Suo Gatto e Peril Jeune, che qui, per sua esplicita ammissione, si è ablato per dar spazio a testi e attori (e si vede).
Consigliato a chi cerca sè stesso insomma, tutt'altro che un film inutile. E ciò grazie al Grande Doppiaggio Italiano, che a reso più profondo ciò che in madrepatria faceva quasi sbellicare dal ridere - ma che, sotto sotto, non era affatto banale.

© 1997 reVision, Indomito Pluto



torna all'inizio




Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci