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A/R Andata + Ritorno1h 50'
Regia: Marco Ponti Difficilmente il secondo lungometraggio di Marco Ponti bisserà l’inatteso successo di Santa Maradona, acclamata pellicola
tratta da una sceneggiatura dello stesso autore già vincitrice del Premio Solinas. L’esordio era stato baciato dalla Dea Fortuna nel
momento in cui le vicende sentimentali e lavorative, fra il tragico ed il sognante, di due giovani un po’ sbandati avevano colpito
nel segno conquistando le simpatie degli spettatori, facilmente immedesimati in modelli cialtroni e rassicuranti, e la grazia della
critica, più volta ad omaggiare l’efficacia scoppiettante dei dialoghi che a smontare la poca naturalezza degli stessi, costruiti a
tavolino come teoremi da dimostrare.Il secondo tentativo, invece, si incentra tutto sulle inquietudini poco attraenti dell’ennesimo trentenne in fuga da guai e responsabilità e sa di già visto oltre che di irritante per l’incapacità di condurre in porto le pur poche pregevoli intuizioni che percorrono la pellicola senza essere mai sfruttate fino in fondo. In una Torino di periferia animata di personaggi borderline che faticano a sbarcare il lunario ma sviluppano, tutti, una filosofia di vita invidiabile e un modo di vedere il mondo acuto e saggio, percorsa da branchi di cattivi da fumetto che non fanno paura a nessuno, con l’ambizione alla crudeltà e la vocazione al fallimento, conosciamo Dante, pony express armato di bicicletta e indebitato all’inverosimile che sceglie di mollare tutto per ricominciare in un Paese lontano. Uno scambio di bagagli all’aeroporto di Barcellona lo fa finire in una cella dalla quale esce senza più soldi né sogni in tasca e lo costringe al repentino rientro in Italia. Parallela si muove la storia di Nina, hostess spagnola svaporata che, per una serie di circostanze innescate da uno sciopero generale, trova per caso sistemazione provvisoria proprio nella stanza di Dante, rimasta vuota durante il suo viaggio. Ed è così che nasce l’alchimia... Nina si inserisce meravigliosamente e, strano a dirsi, senza alcun trauma, nel microcosmo di Dante, fatto di delinquenti di mezza tacca e di una varia umanità di sbandati, e si innamora, poco a poco, di quel ragazzo lontano eppure ancora così presente nei suoi diari, nei dischi, nelle immagini raccolte in fotografie sparse... L’improvviso ritorno di Dante ha il sapore del sogno in cui il protagonista maschile è l’incarnazione dell’immagine che Nina si è creata respirando il disordine della sua stanza e ciò che segue è la redenzione di chi si riaffaccia alla vita dopo aver rinunciato a tutto per la troppa sofferenza. Alla love story si intrecciano i fili di un’avventura, poco credibile ma frenetica e divertente, per recuperare i soldi necessari a salvare la vita di Dante. Libero De Rienzo, esploso con Santa Maradona, affina il suo stile personale di recitazione, un particolare connubio di talento
naturale e di pose studiate da cow boy urbano, lasciando sperare in un’evoluzione tuttora in fieri che, però, a sentire lui, non
concluderà mai il corso naturale data la sua dichiarata intenzione di ritirarsi dalla carriera di attore. Vanessa Incontrada, apprezzata
nella sua ben più impegnativa prova ne Il Cuore Altrove, sembra qui assolutamente spaesata e fuori
contesto, del tutto disorientata e travolta da un’attrazione che non ha niente di coinvolgente. Simpatica e vincente, al di là di ogni pronostico, la scalcinata combriccola che aiuta Dante a saldare il suo debito, primo fra tutti Kabir Bedi nei panni di Tolstoj, un uomo dal volto sereno che ha trasformato in perle di saggezza le esperienze di una vita difficile; assiomatico il tema del viaggio come scoperta di se stessi (facile partire, tutt’altra cosa tornare); estetizzante e apologetica la rappresentazione di quella beat generation che si sente, ancora, inadeguata e ribelle. Ma alla fine, l’impressione è che manchi il cuore... Tanti messaggi, innumerevoli input, immagini su immagini che propongono volti e luoghi miscelati in vortici frenetici, ma poca è la credibilità e ancor minore il coinvolgimento persino quando Dante guarda il cielo, mentre l’aereo di Nina si allontana, sapendo (?!?) che la ragazza tornerà. © 2004 reVision, Elisa Schianchi |
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