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Un Bacio Appassionato

Ae Fond Kiss... - 1h 44'

Regia: Ken Loach



Ae fond kiss and then we sever/ Ae farewell and then forever!
da una ballata scozzese del Settecento di Robert Burns


Una storia d’amore per conoscere da vicino una famiglia pakistana di religione musulmana, per raccontare un conflitto generazionale nato dallo scontro tra due culture diverse, per riflettere sulla libertà individuale, infine, per cercare di guardare l’altro oltre ogni preconcetto.
Un Bacio Appassionato, primo film realizzato, dopo la parentesi dell’episodio di 11 Settembre 2001, all’indomani dell’11 settembre statunitense per affrontare la discriminazione e la diffidenza nei confronti dei musulmani residenti in occidente, è quindi in parte la vicenda di Casim (musulmano, dj di origine pakistana promesso sposo ad una cugina) e di Roisin (cattolica, insegnate di musica irlandese dal passato sentimentale deludente).
La famiglia Khan è perfettamente integrata nella società in cui risiede, due dei loro figli si sono laureati e la figlia minore frequenta una scuola cattolica; una famiglia come tante che conserva le proprie radici nel rispetto delle tradizioni di cui l’obbedienza al padre e il matrimonio combinato permangono come punti di riferimento mai messi in discussione e totalmente disgiunte dalla religione che professano. Eppure Tariq Khan non è il padre padrone che ci si aspetterebbe di incontrare. Lo scontro culturale che si impone all’attenzione è prima di tutto interno alla famiglia, conflitto che addolora un uomo dalla storia personale drammatica, rifugiato politico all’indomani della divisione del Pakistan con l’India la cui perdita durante l’esodo del fratello è significato ulteriore separazione dal proprio mondo di origine. I Khan hanno lasciato ai figli quella parte di libertà abbastanza importante da rischiare la loro unità e di fatto è ciò che rischia di accadere.

I punti cardine della classica struttura filmica loachiana (così come le scelte stilistiche) ci sono tutti: la storia d’amore attorno alla quale ruota l’intera vicenda ed evento che origina il conflitto; la sottostoria che è la storia, ossia il contrasto culturale e il suo superamento attraverso la comprensione; il personaggio-guida di cui seguiamo il difficile percorso personale per trovare la propria indipendenza, Casim; il personaggio ribelle, coraggioso, già pronto a lottare ancor prima del caos originato dal fratello, la sorella minore Thara, la cui personalità si rispecchia in altro modo in Roisin; un esterno che non comprende (l’ingerenza del parroco di Roisin nella sua vita privata è il corrispettivo di Tariq) e il singolo che invece si schiera dalla parte che ritiene giusta sino a pagarne le conseguenze, il direttore della scuola; l’azione solidale che in tal caso permette a Casim di conquistare Roisin – chi ricorda i riff raff aiutare Steve nel trasloco della sua compagna, momento che dovrebbe coronare il sogno di una vita recuperata? -, ossia quel gruppo caotico e dedito alle battute ironiche rappresentato dai muratori che aiutano Casim a trasportare il pianoforte di Roisin, non a caso alcuni dei volti noti della cinematografia loachiana (Gary Lewis – My Name is Joe e La Canzone di Carla - e David McKay – il Liam di My Name is Joe).
Tra Casim e Roisin si impone una forza impari che sovrasta le scelte individuali, la stessa che impone a Tariq di non rinunciare a ciò che è sempre stato divenendo alfine vittima dell’inevitabile ribellione dei figli: in un solo giorno Tariq assiste ormai stanco alla dichiarazione di indipendenza di Thara e di Casim. Tra arresti e partenze il circolo vizioso in cui i due innamorati sembrano essere caduti s’infrange chiudendosi con la sconfitta del signor Khan, eppure il finale apparentemente ottimista rimane, come sempre accade nei film di Loach, sospeso verso un seguito sicuramente altrettanto difficile da affrontare.
Un Bacio Appassionato non è certamente da annoverare tra i migliori film del filmaker, individuabili all’interno del contesto working class che coinvolge in modo convincente Loach sino a fargli raggiungere vette di altissimo livello, ma sicuramente non rappresenta quella sospensione dell’impegno per dedicarsi ad una semplice commedia romantica che si era paventato prima della visione del film.
Non possiamo concludere questa riflessione senza ricordare che la consolidata troupe di Loach ha subito la perdita del suo storico scenografo, Martin Johnson, deceduto nell’ottobre del 2003 durante la postproduzione del film, alla cui memoria è dedicato.

© 2005 reVision, Emanuela Liverani