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Animali Che Attraversano La Strada

1h 33'

Regia: Isabella Sandri



Martina, quattordici anni, vive disordinatamente alla periferia di Roma. Per gioco, per noia, per sentirsi viva, inventa ogni genere di furtarelli assieme a Sciù, un ragazzo per il quale prova una ruvida attrazione. Durante uno dei suoi colpi, Martina si imbatte in Fiammetta Saracino, un’ispettrice di polizia che proietta sulla piccola ladra le proprie pulsioni materne, cercando di strapparla via dall’ambiente che la opprime...
Autrice di due bellissimi documentari come Gli Spiriti Delle Mille Colline (la guerra civile tra Hutu e Tutsi in Rwanda) e La Casa Dei Limoni (la vita dei bambini palestinesi nei campi di Sabra e Chatila), Isabella Sandri è l’ultima rappresentante di un cinema "sporco" che ha scelto di rinnegare ogni sintassi para-televisiva. Dunque: cinepresa a mano, periferie sgretolate tra cemento e ruggine, insulti biascicati in un dialetto stretto, interpreti sconosciuti e dai connotati anonimi. Litigi e separazioni consumate lungo un piano sequenza a bordo di un motorino. Martina che ruba dei vestiti in un negozio, poi se li sfila uno alla volta in bagno, mentre Sciù volge le spalle e finge di non vedere la ragazza che si spoglia. Le luci irreali, diverse di sala in sala, della sauna dove la madre di Martina si prostituisce. L’interminabile salita di Fiammetta per raggiungere la cima del grattacielo dove abita la ragazza. La continua sensazione che tutto accada in diretta, in fretta e per errore.

Se qualcosa di buono sta accadendo in Italia negli ultimi anni, è proprio quest’ammirevole (e in fondo "antico") sforzo del nostro cinema nel fingersi documentario (Tre Storie di Piergiorgio Gay e Roberto San Pietro) o nello scaturire da esso (Occidente di Corso Salani), nel recuperare civiltà inesistenti (Ciprì e Maresco), nel mescolare più formati (I Nostri Anni di Daniele Gaglianone e Giro Di Lune Tra Terra e Mare di Giuseppe Gaudino, sceneggiato dalla stessa Sandri) o nel confondere gli infiniti livelli dell’immagine reale (Aprile e Caro Diario di Moretti). Animali Che Attraversano La Strada è il classico film che la Rai produce ma che non manderà mai in onda, tanto è lontano dai preti tra noi, dai medici amici miei, dalle linde brigadiere che questa è così abituata a sfornare; salvo poi lamentarsi, per bocca dei suoi più alti dirigenti, che in Italia "mancano veri talenti che sappiano raccontare storie nuove". E a tale disinteresse si sono associati Ministero degli Interni e Polizia, negando ogni sostegno produttivo (che probabilmente non sarà mancato al Maresciallo Rocca).

C’è da dire che forse nel personaggio di Fiammetta sono ancora rintracciabili lievi scorie di quell’estetica "da Raiuno" che il film stesso vorrebbe combattere. Ma per apprezzare la sincerità di tutto il resto, basterebbe confrontare gli adolescenti della Sandri con altri due ritratti di minori recentemente tentati da due registe che in questa estetica sono invece consapevolmente immerse: Francesca Archibugi con Domani e Wilma Labate con Domenica.
Isabella Sandri è animale di razza, che difficilmente si lascerà chiudere negli allevamenti di Saxa Rubra a ruminare sceneggiati. C’è però qualcuno che forse è ancora più avanti, e si chiama Costanza Quatriglio. Lo scorso anno ha girato un documentario intitolato ècosaimale?, su un gruppo di ragazzine del centro di Palermo. La Quatriglio sfrutta tutte le risorse delle telecamere leggere per inseguire con rapidità le sue volubili protagoniste, per indugiare sui loro corpi, ronzare sui loro volti, rubare senza il permesso degli adulti tutte le parole "proibite" che di tanto in tanto esse si lasciano scappare. Parole che raccontano di povertà, di sopraffazioni, di violenza: favole appena accennate, buttate lì tra smorfie e sorrisi, e poi subito interrotte per passare ad altri giochi e altri racconti. Le nuove frontiere del cinema-verità partono da queste immagini.

© 2001 reVision, Dante Albanesi



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