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Il Crimine Di Padre Amaro

El Crimen Del Padre Amaro - 2h

Regia: Carlos Carrera



Vale la suggestione della infinita commedia umana, fatta da personaggi irredimibili. Non ci sono limiti quando è il momento di riconoscere le responsabilità individuali. Ogni gesto, la confessione e la comunione con il corpo di Cristo si svuotano di quel senso principale che è l'amore di sé e degli altri ed il rispetto del prossimo. Le ostie consacrate così sono sottratte per altri banchetti. I confessionali ospitano le più luride trattative dell'anima, come lo scambio di denari in proporzione fantastica alla redenzione dal peccato. Padre Amaro è solo una possibilità fra tante corruzioni, tra innumerevoli discese all'inferno, luogo che non è più relazione con la coscienza, ma la condizione da eliminare durante l'esistenza terrena. La solitudine, il celibato e l'astinenza (di qualsiasi tipo). Non sono questi gli inferni più temibili da fuggire? Il vescovo che celebra una ricca colazione al pari di una messa sontuosa, o che si immerge gaudente nella vasca da bagno mentre parla comodamente con il suo cellulare ultra sottile, e padre Benito che accetta il compromesso e la corruzione per un'opera di bene, la costruzione di un nuovo ospedale, che è utile soltanto a scacciare i suoi sensi di colpa per la lunga relazione sessuale con Sanjuanera. Padre Amaro sembra accecato da più demoni. La voluttà della carne, la carriera ecclesiastica, la protervia dei Poteri forti, l'oscuramento della verità (quando prepara una lettera di smentita per la prima pagina del giornale locale), fino a misconoscere la vita stessa di un bambino, del proprio figlio, che è disposto ad uccidere brutalmente per il raggiungimento dei suoi obiettivi.

La crudeltà spietata di questi esseri umani non è meno spietata rispetto a quella dei trafficanti di droga che uccidono i contadini per lo sfruttamento delle terre. C'è anche chi vive all'ombra di così forti poteri, da rivoluzionario, come padre Natalio e lo stesso Rubén, turbato dalla Chiesa, laico convinto, ma non fino al punto di salvare la sua ragazza Amelia da quella che si mostrerà come una vera attrazione per il "demonio" Amaro.
Nel film non ci sono eventi dell'immagine, ma solo i fatti crudi di una scrittura severa. Le caratteristiche umane, tanto umane e deboli, da rappresentare l'impotenza concreta del genere umano di riscattarsi. In questo senso le varie appartenenze e la rappresentanza di Dio in Terra appare non solo meschina, ma ottusamente parodica, in una cifra espressiva che va da Luis Buñuel ad Arturo Ripstein.
Il Crimine Di Padre Amaro infatti ha molti elementi comuni con il Buñuel del periodo messicano. Ma quei furori nichilistici solo a tratti riescono a trasformare la commedia umana in tragedia dell'anima. La drammaturgia del film è sempre vellutata da quest'aura di telenovela. Graffiante, burlesca, oscena, ma senza certi lampi oscuri del Ripstein di Así Es La Vida. Le scenografie sono abbastanza fiacche, non comunicano la stessa turbolenza dei personaggi. Con idee eccellenti, come l'inerzia angosciante della giovane ritardata. Distesa sullo stesso lettino, la poveretta, "che sente e capisce tutto" (come del resto ci dice chiaramente il padre, il sagrestano Martín) è costretta all'ennesimo abuso nei suoi confronti quando i due amanti fornicano a pochi metri da lei ansimando con vigore: esser trattata come se non esistesse, davvero la condanna più atroce per un essere umano.

© 2003 reVision, Andrea Caramanna