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The Dangerous Lives Of Altar Boys

1h 44'

Regia: Peter Care



A cosa corrisponde il rischio? Qual è la sottile linea che divide il pericolo dall'emozione vitale? Perché uomini e donne continuano a cimentarsi in imprese che li avvicinano alla morte? La contraddizione è così palese da manifestarsi chiaramente nell'abito clericale. Chi lo porta ha già coerentemente assunto una posizione di fronte agli eventi della vita. Il prete e la suora conformano le azioni a una dottrina, al pensiero religioso che articola anche le loro reazioni. I ragazzi chierichetti invece vestono l'abito senza credere in quello che fanno. Anzi il rituale della comunione, il momento in cui è offerta l'ostia corpo di Cristo serve a scambiarsi bigliettini o quantomeno è vissuto con una sostanziale astrazione, i chierichetti pensano ad altro. Quando Francis torna dal prete dopo la rivelazione dell'incesto di Margie ha un'idea più chiara del peccato e delle parole di Cristo.
The Dangerous Lives Of Altar Boys, forse senza volerlo, ci parla di conoscibilità del vissuto attraverso l'insegnamento della parola contrapponendo alle regole cattoliche le voci più suadenti e affascinanti dei fumetti e le poesie di William Blake, da "Songs of Innocence" e "Songs of Experience". Il film privilegia il punto di vista dell'età puberale, le semplici ragioni dei fanciulli, cercando di comunicare quegli intensi sentimenti che figurano in alcuni casi profonde tragedie. E l'incesto è una di queste, sebbene la sua natura di tabù ci spinga verso il superamento razionale della parte emotiva traviata da mitologie millenarie che si perdono nel Tempo.

Non c'è nel film la visionarietà sufficiente per elaborare drammaturgicamente il distacco e al contempo la lacerante frattura tra parola e azione. Gli eventi sembrano accadere per la naturale disposizione dei personaggi a penetrare nell'evento a loro destinato. Tim deve continuare a progettare scherzi e nuovi giochi per alimentare il suo status di dissenso eppure sembra perfettamente consapevole di etiche e morali quando sul ciglio di una strada raccoglie con infinita compassione un cane randagio investito da una automobile. Perché il conducente dell'auto non si è fermato?
Margie ha ricattato il fratello costringendolo a fare l'amore e adesso combatte con l'ingombrante responsabilità di quel gesto. Francis ha un carattere più equilibrato, ma le sue fantasie che si trasformano in fumetti rilevano l'indole tenerissima e prevalente a considerare il mondo diviso in modo chiaro tra Bene e Male, si accorgerà invece che le identità sono solo maschere dove l'autenticità delle storie va più che altro costruita attraverso la fede in sé e negli altri, e non conquistata alla maniera dei suoi potentissimi e fragilissimi super eroi.

The Dangerous Lives Of Altar Boys non intende commuovere né sottolineare alcune situazioni del film con probanti reazioni dei personaggi. Le poche indicazioni caratteriali sono un pregio, perché infine vale moltissimo l'impercettibile ambiguità di Padre Casey (Vincent D'Onofrio) o l'insensibilità ottusa di suora Assunta (Jodie Foster) e dall'altra parte, come in un altro mondo, l'universo multiforme, cangiante, polifonico e pericoloso degli adolescenti. Una ventata di vita genuina e pura che non ha bisogno di omelie finali di conforto, né commemorazioni funebri perché la morte di qualcuno, anche se accompagnata da lacrime copiose, nell'ottica dell'esistenza umana, spesso corrisponde in modo cruento alla crescita vitale di qualcun altro.

© 2002 reVision, Andrea Caramanna



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