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La Terra dell'AbbondanzaLand of Plenty - 1h 54'
Regia: Wim Wenders"Nei miei primi ricordi l’America era un paese mitico dove tutto era migliore. Era il cioccolato e il chewing gum." Wim Wenders in un’intervista a Michel Ciment - da Nick’s Movie (Lampi sull’acqua) - Ubulibri La generazione di Wenders è quella tedesca occidentale dell’immediato dopoguerra divisa dalla cultura dei propri padri dall’azione
livellatrice del nazismo, la prima a dover fare i conti ogni giorno con le macerie reali e morali di una nazione in pieno anno zero,
costretta a misurarsi con l’orrore di un passato recente e contemporaneamente con l’acquisizione di una cultura altra in cui gli
"orfani di guerra" poterono guardare come si guarda ad una nuova famiglia, migliore di quella che li ha abbandonati lasciandogli in
eredità solo sensi di colpa troppo pesanti. I nuovi padri erano ammantati dall’alone mitico degli eroi di un nuovo e scintillante mondo.Wenders conosce molto bene gli States; li conosce non solo perché vi ha vissuto, perché vi ha lavorato spesso, perché li ha fotografati, li conosce perché con quel mito si è misurato, lo ha reinterpretato attraversandolo. Impossibile pensare che il grande filmmaker tedesco non avesse nulla da dire su quella terra all’indomani dell’11 settembre 2001, ma soprattutto che non avesse nulla da dire su quello che l’America è oggi, quella del Patriot Act, del terrore che si tramuta in controllo spasmodico fino a sospendere ogni diritto, fino a distruggere la privacy, un’America anzitutto prigioniera di se, isolata, che per rinascere deve incontrare il suo contrario. L’America di La Terra dell’Abbondanza è la Los Angeles vista da un pulmino tecnologicamente attrezzato per l’osservazione a distanza, da dove Paul, reduce del Vietnam, spia, insegue, registra, annota ogni movimento considerato sospetto dalla mente di una vittima autonominatesi paladino della guerra al terrore. Ma la metropoli californiana è anche quella dei sobborghi, degli homeless, dell’abbandono, dove Lana, nipote di Paul, lavora in una missione cristiana; occhi che ritrovano la propria terra dopo anni vissuti in Israele e in Palestina. Due opposti percorsi che s’incrociano tramite la tragica fine di Hassan, migrante pakistano, per Paul sospetto terrorista, per Lana un uomo da aiutare. La Terra dell’Abbondanza è l’ennesimo viaggio intrapreso dai personaggi wendersiani, percorso obbligato per giungere ad una
prima e mai esauriente meta, un viaggio in cui a determinare le tappe fondamentali troviamo una lettera e un luogo desertico, elementi,
cose che accompagnano e determinano l’azione dei personaggi.La lettera, scritta dalla madre di Lana per essere consegnata al fratello Paul, assolve al triplice compito di far incontrare zio (l’America smarrita) e nipote (la speranza di aprirsi alla verità tramite uno sguardo puro); di aiutare, tramite Lana, Paul nella sua ricerca; di offrire a Lana, tramite Paul, la possibilità di conoscere il suo paese. Il deserto, un nulla scarsamente abitato dai corpi, si lascia decifrare nella sua assenza come luogo dove trovare ciò che si è smarrito. E’ qui che Paul si risveglia traumaticamente dalla propria ossessione, qui egli finalmente comincia a vedere le cose come sono, qui Lana e Paul iniziano l’ultima parte del loro viaggio per concluderlo al Ground Zero dove la dicotomia di sguardi alfine s’incontra per ricercare insieme la verità. Purtroppo a determinare la riuscita del film è la banalità di certi dialoghi in particolare nel finale, proprio dove la coscienza di se dei protagonisti inizia a esprimersi, inspiegabile scivolone che mette in ombra un pur affascinate intervento sull’argomento principe di questi nostri tempi, quello che determina oggi più che mai le nostre vite. © 2004 reVision, Emanuela Liverani |
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