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Abbiamo Solo Fatto L'Amore

1h 15'



Se c'era un autore italiano di cui tutti aspettavamo con interesse l'uscita della sua opera seconda, questo è Fulvio Ottaviano. Cresceranno I Carciofi A Mimongo era stato un po' la rivelazione della scorsa stagione cinematografica: costato pochissimo, ma ricco di idee e spunti esilaranti, aveva retto benissimo la concorrenza di titoli altisonanti incassando molto di più di quanto chiunque si sarebbe potuto aspettare. Ma le trepidanti attese si risolvono quasi sempre in delusione e questo vale sicuramente per Abbiamo Solo Fatto L'Amore, che del primo film conserva gran parte degli attori principali, ma non la freschezza nè l'originalità.

Simone (un sempre più ligneo Daniele Liotti) ha appena fatto l'amore con Silvia (... ma perchè le luci di posizione della Twingo dovrebbero lampeggiare al ritmo del loro rapporto?), che lei è già sicura di essere rimasta in cinta. 10 (dieci) test di gravidanza lo confermano, ma Simone non ha alcuna intenzione di assumersi le proprie responsabilità: lui Silvia la conosce appena! E' così che seguiamo la vita di un nervosissimo Simone, dei suoi amici, colleghi e conoscenti lungo i nove mesi che ci separano dal tanto indesiderato evento. Cameriere su di un vagone ristorante, Simone passa la maggior parte del suo tempo in treno, su quelle carrozze nelle quali si svolge l'intero film e dove incontriamo i personaggi più variopinti: Leo (Valerio Mastandrea, bravo quanto eternamente fedele al proprio ruolo), è il collega prodigo di consigli e costantemente interessato al gentil sesso, Rocco, il cuoco ciociaro che non può rinunciare ai soffritti ed agli odori da capogiro della propria cucina, Torrenzia (Iaia Forte, in una parte ben poco incisiva), diplomata in conservatorio ma assunta come controllore per un errore burocratico (???), Padre Kurt (Francesco Siciliano), tormentato dalle tentazioni della carne ed appassionato dei Nirvana, del cui cantante ha preso il nome, Toni Guano, viscido venditore d'assalto dalle mille sorprese, del quale non si riesce a capire se sia più un maniaco o un truffatore, Corinna, aspirante attrice che prepara i provini organizzando immancabili "recite" con i soliti compagni di scompartimento, ed il padre di Simone, e la madre di Silvia, e l'istruttrice di lotta greco romana della madre di Silvia, e l'amica di Simone, e l'amico dell'amica di SImone...

Accozzaglia di scenette che non riescono a divertire e di personaggi del tutto insignificanti, Abbiamo Solo Fatto L'Amore può essere unicamente definito come imbarazzante, una fiera dell'improbabile (il Monsignore che insegna a Padre Kurt a baciare ed il farmacista che applica una sovrattassa notturna di 50.000 lire sulla vendita di preservativi ne sono solo un insignificante esempio) che sembra affidata al caso se non alla buona volontà di interpreti abbandonati a loro stessi. Ma se la regia è assente, alla sceneggiatura non tocca di certo una sorte migliore, con situazioni approssimative e dialoghi pressocchè inesistenti. Unica "qualità" apprezzabile la breve durata che pone fine alla nostra agonia in tempi fortunatamente contenuti.

© 1998 reVision, Carlo Cimmino



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