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15 Minuti - Follia Omicida A New York15 Minutes - 2h
Regia: John Herzfeld I frequentatori abituali delle sale cinematografiche avranno certo fatto caso alla recente abbondanza di film interpretati da Robert De Niro
sui nostri schermi; se questo accade in verità è per effetto della distribuzione italiana che ne ha accorpato le uscite, dato che si tratta di pellicole risalenti al
1999 (Flawless) e allo scorso anno (Ti Presento I Miei e Men Of Honor), mentre il solo 15 Minuti - Follia Omicida
A New York è una produzione del 2001. Del primo si è detto che è la consueta prova da virtuoso, in uno scambio poco riuscito con il giovane attore di Magnolia;
del secondo, che De Niro si riserva un ruolo comico come già gli era accaduto in Terapia e Pallottole; del terzo possiamo anticipare che si tratta
di un racconto classicamente incentrato sulle durezze dell'addestramento militare; di questo 15 Minuti, invece, si nota anzitutto la struttura bipartita: un
convenzionale poliziesco contemporaneo (più De Niro) nella prima parte, un confuso e maldestro pezzo di metacinema dopo l'uscita di scena del divo, comunque circondato
da attori imbarazzanti.
Gli ingredienti del soggetto sono quelli ormai rimasticati persino dalle fiction televisive, vale a dire le scorribande di assassini seriali in un contesto manipolato dai media televisivi, in cui è difficile riconoscere i nemici e in cui le amicizie si stringono sul campo, fra una sparatoria e l'altra. Così il rapporto fra l'esperto ispettore della omicidi Eddie (De Niro) e il giovane investigatore della sezione incendi dolosi Jordy (Edward Burns), non rinuncia a nessuno degli stereotipi narrativi del genere; in questo senso, la messa in discussione dei media non si svolge tanto sul piano dell'etica professionale, quanto piuttosto sulla loro effettiva capacità di trasmettere valori: di fatto il mezzo televisivo vanifica il sacrificio dell'eroe Eddie Flemming, mentre l'eredità che Eddie lascia al giovane Jordy è la sola in grado di assicurargli una gloria non effimera (e una vendetta, naturalmente). Insomma le immagini hanno qualcosa di infido, e insieme malato: monitor di ogni genere rimandano immagini raddoppiate, originate dagli sguardi più diversi e amplificate dai supporti più potenti, ma sembrano destinate a raccogliere soltanto violenza e menzogna. Sembra una critica profonda al sistema, e invece il vilipendio dell'immagine si ritorce contro l'enunciatore: a 15 Minuti non riesce nemmeno di mantenere la promessa del titolo, ossia offrire un quarto d'ora di cinema. © 2001 reVision, Luca Bandirali
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