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Come Farsi Lasciare In 10 GiorniHow To Lose A Guy In 10 Days - 1h 56'
Regia: Donald Petrie Ogni commedia che pretenda la qualifica di sentimentale deve necessariamente avere quei requisiti di improbabilità e zucchero
che ne facciano la fortuna. Come Farsi Lasciare In 10 Giorni si inserisce a pieno diritto nell'aggiornamento glamour e patinato della guerra dei sessi made
in Usa tentando di rinverdire, con alterna fortuna, gli antichi fasti delle alchimie fitte di battibecchi e sagacia alla Spencer Tracy e Katherine Hepburn. Un argomento
alla moda come un manuale per farsi lasciare dal fidanzato "scaduto" (un "non libro" da poco edito anche in Italia) che in America ha persino ispirato un gioco da tavolo,
una coppia di attori affascinanti e spiritosi capace di azzeccare qualche tempo comico, la New York del Manhattan Bridge e del Madison, ammiccano al grande pubblico
dal palco di una pellicola sofisticata come uno spot pubblicitario.Andie, la giornalista che cura la rubrica dei consigli per una rivista femminile di tendenza, deve fare un servizio su "Come farsi lasciare in 10 giorni". Il suo piano sarà conoscere un bel giovane e conquistarlo per poi tempestarlo con gli errori più comuni che una ragazza possa commettere, farsi mollare e scriverci sopra un articolo. Benjamin, a sua volta, è un creativo di una azienda pubblicitaria che cura articoli per uomo che, per dimostrare al suo capo di poter penetrare la psiche femminile ed accaparrarsi un'esclusiva campagna pubblicitaria sui diamanti, scommette che sarà in grado di far innamorare di sè una ragazza scelta a caso. Il suo piano: trovare una candidata, farle perdere la testa e tenerla accanto per dieci giorni (nove in più di quanto durino le altre). Lei sarà detestabile, lui delizioso in uno scontro sessista forse troppo infarcito di luoghi comuni per non sembrare costruito a tavolino. Esilaranti, comunque, i tentativi di lei per farsi odiare: un concerto di Céline Dion al posto di una finale di basket Nba, interruzioni importune durante riunioni di lavoro e serate di poker per soli uomini, nomignoli improponibili per l'organo sessuale di lui, animali domestici imposti come calamità, capricci e l'inevitabile rottura. Però, complice il destino, l'incontro è magico ed anche se la signorina ce la mette tutta per rendersi insopportabile e, alla fine, esce vincitrice dalla ridicola scommessa, il trionfo finale è quello, immarcescibile, del vero amore. Il gioco è sin troppo semplice e, a tratti, prevedibile ma la proiezione scorre piacevole, una volta convinti che ciò che si vede vale come uno spettacolo degli occhi
condito qua e là dai guizzi di una sceneggiatura ben scritta. Ottimo il ritmo, dunque, come la scelta dei protagonisti: belli e spumeggianti otre che inaspettatamente
affiatati. E' in particolare in Kate Hudson, già candidata all'Oscar per Quasi Famosi, la vera forza del film: ironica, vivace ed attraente
fanciulla che si muove con naturalezza tra le pieghe del suo personaggio, perfettamente inserita nel virtuosismo dei complicati tempi comici. Meno calato nella parte,
ma ugualmente accattivante, Matthew McConaughey, la rivelazione de Il Momento Di Uccidere, ancora immaturo sul piano recitativo, forse, ma bello come il Dio della
salute e perfetto per il ruolo di sciupafemmine pieno di sé costretto nel ruolo del tenero innamorato. Il film, comunque, pur distinguendosi dalle analoghe pellicole in
circolazione in questo periodo, spesso pretenziose e prive di autoironia (prima fra tutte Una Vita Quasi Perfetta con Angelina Jolie), soprattutto grazie al delicato
equilibrio tra brillantezza dei dialoghi e trama sentimentale, in alcuni momenti agonizza, soprattutto quando si concede di scivolare compiaciuto sulla banalità dell'effetto
melassa. Donald Petrie, esperto e furbo regista di commedie leggere e spesso intelligenti come Mystic Pizza e Due Irresistibili Brontoloni oltre che di progetti
votati alla cassetta come Miss Detective, sceglie di immortalare il lato più glamour d'America senza alcuna velleità sociologica, lasciandosi talvolta andare alla
satira di superficie. Ma tale è la semplicità della costruzione narrativa che, alla fine, il meccanismo gira alla perfezione e la buona alchimia tra i protagonisti oltre
alla leggerezza dell'argomento potrebbero permettere l'identificazione di qualche inguaribile romantico, consentendo al film di resistere, oltre le sue ambizioni, al
passare di qualche stagione.
© 2003 reVision, Elisa Schianchi |
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