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10 Cose Che Odio Di Te10 Things I Hate About You - 1h 38'Regia: Gil Junger E’ colpa del giovane Holden? Il mito del teenager irregolare ma di buoni sentimenti, celebrato da Salinger (e prima ancora da
Fitzgerald, e dopo tanti anni da Bret Ellis...) resiste come pochi altri nell’immaginario americano. Così capita ancora di imbattersi in un film come 10 Cose Che
Odio Di Te, commedia giovanile che si nutre essenzialmente degli stereotipi adolescenziali statunitensi (college, amori, rock’n’roll), aggiornando la messa in
scena secondo la moda corrente. In fondo i patemi d’animo delle giovani protagoniste sono senza tempo, così come le rivalità striscianti tra i ragazzetti, dunque il
plot si scrive praticamente da sé; singolare, ma tutt’altro che incomprensibile, è l’operazione di marketing che lancia 10 Cose Che Odio Di Te come una fresca
e irriverente versione cinematografica de "La Bisbetica Domata". La celebre commedia di Shakespeare (autore che, evidentemente, secondo gli americani esaurisce da
solo il Canone Occidentale), con al centro le vicende amorose delle sorelle Catarina e Bianca Minola, è poco più di un pretesto per imbastire una trama collaudatissima:
Catarina diventa Kat, il cognome della famiglia muta in Stratford in omaggio al Grande Bardo, mentre il luogo ove tutto accade, Padua High, conserva nel nome la
memoria della Padova del testo teatrale.
Non ci troviamo dunque di fronte alle facezie metalinguistiche disseminate da Tom Stoppard in Shakespeare In Love,
né ad un (discutibile) adattamento postmoderno come Romeo + Juliet di Luhrman: l’operazione è piuttosto una sorta di make-up del vecchio copione collegiale.
I personaggi sono rigorosamente tipizzati e rappresentativi di un’umanità varia, guardata sempre cogli occhi benevoli di un padre comprensivo; lo stile di regia è televisivo,
se si escludono poche, isolate soluzioni prettamente cinematografiche (i totali del grande stadio di football, le riprese virtuosistiche della direttrice della scuola col
"fondo" in movimento); d’altra parte il regista Gil Junger ha diretto per anni la fortunata serie Blossom, è al suo esordio per il grande schermo, e pare più
interessato a confezionare un prodotto di genere che a utilizzare sul serio un linguaggio (se fate caso alle scene girate in interni a casa Stratford, nel salottino
ai piedi della scala di legno, avrete l’esatta impressione della sit-com).
Ad essere curiosi di come Hollywood si guarda intorno, 10 Cose Che Odio Di Te si fa notare solo per qualche trovata cinica (molto alla moda, come hanno insegnato Tutti Pazzi Per Mary ed epigoni) e per la deliberata riduzione di senso che nel film si applica a qualunque manifestazione di storia o cultura: si tratti di Shakespeare, Sylvia Plath o Hemingway poco importa, il frullatore del film macina con cura e restituisce il tutto sotto forma d’un liquido appiccicoso e dolciastro. Che ne direbbe Holden Caulfield, adolescente eterno, lui che non sopporta il cinema ? "Me ne infischio" direbbe, e tirerebbe via. © 1999 reVision, Luca Bandirali
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